lunedì 12 settembre 2016

Con "Subway Reads" e-books gratuiti sulla metropolitana di New York

A quanto pare il dramma degli stanchi e annoiati pendolari della metropolitana di New York è stato finalmente risolto. Il sistema della Subway di New York ha infatti stretto un'alleanza con Penguin Random House, una delle più grandi case editrici del mondo, al fine di offrire l'accesso gratuito a una vasta gamma di e-book ai viaggiatori.


New York ha iniziato ad aggiungere il Wi-Fi nella sua colossale rete di stazioni della metropolitana, e per incoraggiare il nuovo servizio ha deciso di concedere gratuitamente estratti di libri ai milioni di passeggeri che utilizzano quotidianamente i treni. Il programma si chiama Subway Reads e ha già iniziato a consegnare novelle, racconti, e brani ai telefoni cellulari e ai tablet dei passeggeri.


Secondo il New York Post, sarà permesso alle persone di leggere gratuitamente cinque "corti", tra cui "High Heat" di Lee Child e "I delitti della Rue Morgue" di Edgar Allan Poe, così come alcuni estratti da altri 175 titoli della Penguin House. Come parte della promozione, la casa editrice sarà anche in grado di vendere i suoi e-book per i pendolari della metropolitana, mentre la società che gestisce quest'ultima avrà una percentuale dei ricavi generati da ogni libro venduto.


Gli scritti sono tutti ottimizzati per i dispositivi elettronici e si presentano come una singola pagina web in modo da non dover scorrere le pagine o rischiare di perdere il segno. Una caratteristica speciale chiamata "read time" aiuta a scegliere le storie a seconda della lunghezza della tratta da percorrere.


"La rete di trasporto di New York deve continuare ad adattarsi alle mutevoli esigenze della propria utenza e un aspetto fondamentale di questo sta nel fornire servizi che sono diventati componenti essenziali della vita di tutti i giorni", ha dichiarato il Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo nel comunicato che annuncia il programma.

Nelle metropolitane italiane vedremo mai qualcosa di simile?

J.D.

venerdì 26 agosto 2016

I migliori 100 film del 21mo secolo

“Non fanno più i film di una volta”
Quante volte avete sentito questo modo di dire rassegnato? Quante volte l'abbiamo detto noi stessi?
La "morte del cinema" è un dibattito che si svolge in tutte le università di cinema, mentre i critici si lamentano della scomparsa del cinema d'autore ad opera delle grandi produzioni con i supereroi. Gli analisti del box-office registrano i segni di un settore sull'orlo del precipizio, mentre gli executives dei grandi studi cinematografici temono che i film on-demand possano distruggere l'idea di andare al cinema più di quanto la tv via cavo o la rete abbiano fatto finora.

Mulholland Drive

Ma esistono ancora i classici?
O meglio, quali sono i film di questo inizio secolo che diventeranno dei classici, in futuro?
Quali i film che potranno reggere il confronto con "Sentieri selvaggi", "Il Padrino", "i Sette samurai" o "Quarto potere"?

In the mood for love

La sezione cultura della BBC si è posta queste domande e così ha deciso di commissionare un sondaggio tra i critici cinematografici per determinare i 100 più grandi film del 21mo secolo.
L'anno scorso era stato chiesto ai critici di indicare i 100 più grandi film americani di tutti i tempi ed è stato sorprendente constatare che solo 6 film realizzati dal 2000 in avanti erano riusciti ad entrare in quella classifica. E' solo perchè è il tempo a santificare i classici? O questo è il sintomo del declino inesorabile del cinema?

Il petroliere

Solo gli anni ci sapranno dare la risposta.
Per il momento, diamo un'occhiata alla classifica risultata dal sondaggio e tniamo d'occhio questi titoli per vedere se invecchiando riusciranno ad ascendere all'olimpo o se resteranno ancorati al mondo terreno...

1. Mulholland Drive (David Lynch, 2001)
2. In the Mood for Love (Wong Kar-wai, 2000)
3. Il petroliere (Paul Thomas Anderson, 2007)
4. La città incantata (Hayao Miyazaki, 2001)
5. Boyhood (Richard Linklater, 2014)
6. Se mi lasci ti cancello (Michel Gondry, 2004)
7. The Tree of Life (Terrence Malick, 2011)
8. Yi Yi - e uno... e due... (Edward Yang, 2000)
9. Una separazione (Asghar Farhadi, 2011)
10. Non è un paese per vecchi (Joel and Ethan Coen, 2007)
11. A proposito di Davis (Joel and Ethan Coen, 2013)
12. Zodiac (David Fincher, 2007)
13. I figli degli uomini (Alfonso Cuarón, 2006)
14. L'atto di uccidere (Joshua Oppenheimer, 2012)
15. 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (Cristian Mungiu, 2007)
16. Holy Motors (Leos Carax, 2012)
17. Il labirinto del fauno (Guillermo Del Toro, 2006)
18. Il nastro bianco (Michael Haneke, 2009)
19. Mad Max: Fury Road (George Miller, 2015)
20. Synecdoche, New York (Charlie Kaufman, 2008)
21. Grand Budapest Hotel (Wes Anderson, 2014)
22. Lost in Translation (Sofia Coppola, 2003)
23. Niente da nascondere (Michael Haneke, 2005)
24. The Master (Paul Thomas Anderson, 2012)
25. Memento (Christopher Nolan, 2000)
26. La 25ma ora (Spike Lee, 2002)
27. The Social Network (David Fincher, 2010)
28. Parla con lei (Pedro Almodóvar, 2002)
29. WALL-E (Andrew Stanton, 2008)
30. Oldboy (Park Chan-wook, 2003)
31. Margaret (Kenneth Lonergan, 2011)
32. Le vite degli altri (Florian Henckel von Donnersmarck, 2006)
33. Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan, 2008)
34. Il figlio di Saul (László Nemes, 2015)
35. La tigre e il dragone (Ang Lee, 2000)
36. Timbuktu (Abderrahmane Sissako, 2014)
37. Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (Apichatpong Weerasethakul, 2010)
38. City of God (Fernando Meirelles and Kátia Lund, 2002)
39. The New World (Terrence Malick, 2005)
40. I segreti di Brokeback Mountain (Ang Lee, 2005)
41. Inside Out (Pete Docter, 2015)
42. Amour (Michael Haneke, 2012)
43. Melancholia (Lars von Trier, 2011)
44. 12 anni schiavo (Steve McQueen, 2013)
45. Vita di Adele (Abdellatif Kechiche, 2013)
46. Copia conforme (Abbas Kiarostami, 2010)
47. Leviathan (Andrey Zvyagintsev, 2014)
48. Brooklyn (John Crowley, 2015)
49. Addio al linguaggio (Jean-Luc Godard, 2014)
50. The Assassin (Hou Hsiao-hsien, 2015)
51. Inception (Christopher Nolan, 2010)
52. Tropical Malady (Apichatpong Weerasethakul, 2004)
53. Moulin Rouge! (Baz Luhrmann, 2001)
54. C'era una volta in Anatolia (Nuri Bilge Ceylan, 2011)
55. Ida (Pawel Pawlikowski, 2013)
56. Le armonie di Werckmeister (Béla Tarr, 2000)
57. Zero Dark Thirty (Kathryn Bigelow, 2012)
58. Moolaadé (Ousmane Sembène, 2004)
59. A History of Violence (David Cronenberg, 2005)
60. Syndromes and a Century (Apichatpong Weerasethakul, 2006)
61. Under the Skin (Jonathan Glazer, 2013)
62. Inglourious Basterds (Quentin Tarantino, 2009)
63. Il cavallo di Torino (Béla Tarr and Ágnes Hranitzky, 2011)
64. La grande bellezza (Paolo Sorrentino, 2013)
65. Fish Tank (Andrea Arnold, 2009)
66. Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (Kim Ki-duk, 2003)
67. The Hurt Locker (Kathryn Bigelow, 2008)
68. I Tenenbaums (Wes Anderson, 2001)
69. Carol (Todd Haynes, 2015)
70. Stories We Tell (Sarah Polley, 2012)
71. Tabu (Miguel Gomes, 2012)
72. Solo gli amanti sopravvivono (Jim Jarmusch, 2013)
73. Before Sunset - Prima del tramonto (Richard Linklater, 2004)
74. Spring Breakers - Una vacanza da sballo (Harmony Korine, 2012)
75. Vizio di forma (Paul Thomas Anderson, 2014)
76. Dogville (Lars von Trier, 2003)
77. Lo scafandro e la farfalla (Julian Schnabel, 2007)
78. The Wolf of Wall Street (Martin Scorsese, 2013)
79. Almost Famous (Cameron Crowe, 2000)
80. Il ritorno (Andrey Zvyagintsev, 2003)
81. Shame (Steve McQueen, 2011)
82. A Serious Man (Joel and Ethan Coen, 2009)
83. A.I. Intelligenza Artificiale (Steven Spielberg, 2001)
84. Lei (Spike Jonze, 2013)
85. A Prophet (Jacques Audiard, 2009)
86. Lontano dal paradiso (Todd Haynes, 2002)
87. Il favoloso mondo di Amélie (Jean-Pierre Jeunet, 2001)
88. Il caso Spotlight (Tom McCarthy, 2015)
89. La mujer sin cabeza (Lucrecia Martel, 2008)
90. Il pianista (Roman Polanski, 2002)
91. Il segreto dei suoi occhi (Juan José Campanella, 2009)
92. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (Andrew Dominik, 2007)
93. Ratatouille (Brad Bird, 2007)
94. Lasciami entrare (Tomas Alfredson, 2008)
95. Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore(Wes Anderson, 2012)
96. Alla ricerca di Nemo (Andrew Stanton, 2003)
97. White Material (Claire Denis, 2009)
98. Dieci (Abbas Kiarostami, 2002)
99. La vita è un raccolto (Agnès Varda, 2000)
100. Carlos (Olivier Assayas, 2010)
100. Requiem for a Dream (Darren Aronofsky, 2000)
100. Toni Erdmann - Il padre di sua figlia (Maren Ade, 2016)

J.D.

lunedì 22 agosto 2016

Prelevato dallo scaffale: "La collezionista di sogni", di Valentina Bellucci

Settimana di Ferragosto, settimana perfetta per leggere qualcosa sotto l'ombrellone... Magari un ebook sul mio Kindle...
A volte il caso ci mette lo zampino ed ecco che mentre riordinavo i miei contatti di G+ finisco sul blog di Valentina Bellucci.
Classe 1988, Valentina Bellucci è un'accanita lettrice, una blogger (molto interessanti le sue recensioni) e una scrittrice di romanzi. Mi sono bastati dieci minuti sulla sua pagina per passare su Amazon e scaricare il suo secondo libro, "La collezionista di sogni".
Mi sono bastati due giorni per leggerlo e decidere che meritava una recensione.

Valentina Bellucci
La copertina del libro

La trama è presa direttamente da Amazon:
“Non si direbbe che Londra sia una prigione, finché non ci vivi dentro e te ne accorgi”
Per Tristan e Mary Lou, Londra è proprio come una prigione, e vittime sono proprio loro: due ragazzi adolescenti, incompresi dal resto dei compagni e testimoni di vite complicate.
Mary Lou Finger ha sedici anni, la passione per la lettura e una vita incasinata; è bella ed è brava a scuola, ma non basta, a casa sua vive un inferno.
Tristan Colin, il ragazzo più sfigato della scuola, è chiuso in se stesso da un vuoto incolmabile.
Un giorno però le loro vite saranno destinate ad incrociarsi e sarà proprio mentre si imbatteranno l’uno nell’altra che Tristan avrà intenzione di invitarla ad uscire.
Ma cosa accadrebbe se lei dovesse accettare? E come mai ogni sabato mattina Tristan scompare? Dove va?
La vita di Mary Lou sembra davvero molto confusa, fino a quando un incontro inaspettato cambierà tutto il suo modo di vedere le cose. Sarà proprio lì, alla Boy and Dolphin Fountain, in Hyde Park che conoscerà Annabel, una ragazza di dodici anni, intelligente e spigliata, che dalla vita ha tutto, ma che sarà costretta a crescere troppo in fretta e ad affrontare qualcosa di molto più grande di lei.

Boy and Dolphin Fountain, in Hyde Park

Il romanzo di Valentina Bellucci è un young adult commovente e per nulla banale, che fonda le sue basi nell'incontro tra due  adolescenti come tanti (ma proprio per questo estremamente "reali") per poi svilupparsi in una direzione inaspettata e sfociare su un tema serio e spigoloso sul quale preferisco tacere per non spoilerare nulla.
La svolta è tanto forte e sorprendente che a posteriori la sensazione che provo è quasi di avere letto due racconti separati. Se questo può apparire un difetto, in realtà non va considerato come tale, perchè ciò che lega alla perfezione entrambe le parti del romanzo, di fatto, è il personaggio di Mary Lou, costretta ad affrontare le difficoltà dei suoi rapporti con Tristan prima e con Annabel poi.
La sua evoluzione, da ragazza con qualche problema di adattamento, timida e insicura nonostante la sua bellezza e il suo cervello, a giovane adulta matura, consapevole dei propri mezzi e accresciuta nei propri valori, è il vero filo conduttore della vicenda. Mary Lou sperimenta due importanti esperienze come l'amore e l'amicizia con l'intensità che solo a sedici anni si può raggiungere, passando attraverso le inevitabili gioie e dolori che la vita pone davanti a chiunque. Alla fine comprenderà la potenza dei sogni e di quanto sia importante il desiderio di realizzarli.


L'autrice affronta la narrazione alternando nei vari capitoli il punto di vista di Tristan e di Mary Lou e questo contribuisce a rendere molto piacevole la lettura, anche se le si può imputare sul finale di essersi concentrata più sulla seconda che sul ragazzo, che finisce un po' sullo sfondo. Così come sullo sfondo rimane Londra, la città in cui si muovono i personaggi senza che incida veramente sulle loro vite: personalmente mi sarebbe piaciuto vederla un po' più protagonista.
Ma questi sono difetti veniali, alla fin fine. Ciò che conta è che il romanzo scorre via che è un piacere, appasiona ed emoziona. Per quello che mi riguarda, lo consiglio vivamente, senza alcun limite d'età o genere.

J.D.

giovedì 11 agosto 2016

20 idee per arredare i vostri balconi

Oggi mi sono imbattuta in questa serie di foto e non ho resistito alla tentazione di riproporvele, da buona appassionata di design e arredamento d'interni quale sono. 
Non c'è posto migliore di un balcone infatti per portare il mondo esterno in un appartamento. La maggior parte degli appartamenti europei sono piccoli e i balconi sono ancora più piccoli, ma questo non significa che non possano essere sfruttati al meglio. In effetti, possono risultare molto accoglienti se si impiega un po' di tempo nel progettarli in modo corretto.
Ecco dunque una carrellata di 20 fotografie che potranno ispirarvi nel reinventare i vostri balconi.





















Io ho già qualche idea da mettere in pratica. E voi?

J.D.

lunedì 8 agosto 2016

La calda estate di Daisy Ridley: premi, contestazioni e film in lavorazione

Daisy Ridley, 24 anni, è la star del momento. Dopo il grande successo di Star Wars - Episodio VII, film dal quale è emersa come la protagonista più amata e come astro nascente, le luci dei riflettori non accennano a spostarsi dalla sua figura.


Proprio qualche giorno fa è stata premiata ai Teen Choice Awards, aggiudicandosi il premio di "Breakout Star" (la star "esplosa inaspettatamente").
Per l'occasione Daisy ha mostrato un nuovo taglio di capelli. L'abito è di Christian Dior e le scarpe di Louboutin e per quel che mi riguarda nel suo look complessivo Daisy è ampiamente promossa.




Nemmeno il tempo di godersi il premio che subito ha dovuto affrontare una tempesta "social", che l'ha portata a chiudere il suo account Instagram, dopo esser stata vittima di numerosi insulti nelle ultime ore.
Daisy Ridley aveva infatti espresso vicinanza nei confronti delle vittime di violenza delle armi, oggetto di un tributo proprio nel corso degli stessi Teen Choice Awards.
Le reazioni di alcuni follower sono state quantomeno sorprendenti: “Ecco un’altra ipocrita ad Hollywood che condanna l’uso delle armi mentre si arricchisce facendo uso nei film” ha scritto un utente. “Scusa, non hai usato un blaster in Star Wars: Episodio VII? Con te ho chiuso, non sei meglio di Matt Damon” ha scritto un altro.
Daisy non ci ha messo molto a decidere di chiudere l'account e mettere così a tacere tutti quanti.



L'attrice si può però consolare con l'attività professionale, che come detto in questo periodo è semplicemente straordinaria.
Terminate infatti le riprese di Star Wars - Episodio VIII, Daisy Ridley sarà la protagonista di un'altra saga: si tratta dell'adattamento cinematografico della trilogia "Chaos Walking", scritta dall'autore Patrick Ness. Daisy vestirà i panni di Viola Eade, la controparte femminile del co-protagonista Todd Hewitt. Viola e Todd sono coloni su un pianeta lontano in cui tutti i maschi parlano con il pensiero. Nel senso che i loro pensieri sono un torrente costante e aperto, un rumore bianco che stordisce e che impedisce loro di avere segreti. Le femmine non hanno questo problema, ma a Prentisstown, città governata da un sindaco psicopatico e da un predicatore violento, di femmine non ce ne sono più. Sono tutte morte. I maschi sono rimasti soli, e Todd è l’ultimo nato. Immaginatevi il suo stupore quando incontra Viola, che ha più o meno la sua età ed è letteralmente caduta dal cielo, precipitata sul pianeta dopo un’avaria della navicella di ricognizione su cui viaggiava. Todd, che non ha mai conosciuto femmine in vita sua, è terrorizzato dal silenzio di questa creatura sconosciuta, ma capisce abbastanza presto la necessità di proteggerla dagli uomini del suo villaggio. Nella loro fuga, però, il ruolo di protettore e protetto diventano molto presto intercambiabili.



Il tema portante della trilogia è la prepotenza della colonizzazione, il razzismo, la violenza contro l’ambiente, i danni della guerra. C’è la politica, il terrorismo, la difficoltà di stabilire con certezza chi siano i buoni e chi i cattivi. Ma il motore della storia è proprio l’alterità femminile, la diffidenza dei maschi nei confronti delle femmine, il sospetto verso creature che si ritengono “diverse” e non meritevoli di fiducia in quanto poco trasparenti. Ness, non so con quanta consapevolezza, dipinge un quadro della divisione fra i generi che disturba il lettore, in cui i maschi si sentono esposti e nudi davanti all’enigma delle donne, e solo verso la fine apre una speranza di riconciliazione e di linguaggio comune.

 In bocca al lupo a Daisy, dunque!

J.D.