venerdì 27 giugno 2014

Slingshot, la nuova applicazione di Facebook



Facebook Creative Labs ha rilasciato proprio un paio di giorni fa la sua nuova applicazione: Slingshot. Che per il momento è disponibile solo in lingua inglese.
Incappata nella notizia, ho subito approfondito per capire di cosa si trattava e, dopo aver letto articoli di vario genere in varie lingue, devo ammettere che sono piuttosto perplessa.

L'icona di Slingshot


Innanzitutto cos’è Slingshot?
Si tratta di un’applicazione per la messaggistica, che permette di inviare foto e video ai propri contatti.
Nulla di rivoluzionario, in apparenza.
Ma ecco le due le particolarità che caratterizzano Snapshot:
- Le foto e i video hanno una visibilità limitata e si cancelleranno automaticamente pochi secondi dopo essere stati visualizzati.
- Per visualizzare un messaggio in entrata, è necessario inviarne uno al mittente, altrimenti tutto ciò che si vedrà sarà un’immagine sgranata.



Una chat usa e getta, insomma.

La domanda che mi frulla in testa, a questo punto, è: perché?

Ora, probabilmente la risposta sta nella più elementare delle pulsioni umane, ossia la vendetta (nel novembre 2013 Facebook cercò di acquistare Snapchat, un’applicazione dal funzionamento simile, ricevendo risposta negativa), ma ciò non toglie che personalmente non riesco a vedere in futuro un largo utilizzo da parte di questa applicazione. Ma potrei certamente sbagliarmi… Del resto non ho inventato io Facebook, mentre Zuckemberg sì.
Però diciamocelo chiaro, l’unica ragione per utilizzare una chat usa e getta è quella di non permettere alla persona con cui si dialoga di conservare i testi, le immagini o i video che le si invia.
Eliminando le prove compromettenti, insomma.

In pratica, si parla di sexting.

Peccato che Slingshot, a differenza di Snapchat, non invii una notifica al mittente nel caso in cui il destinatario faccia uno screenshot del messaggio ricevuto… vanificando di fatto l’essenza stessa dell’applicazione.
Forse su questo aspetto gli amici di Creative Labs saranno costretti a tornare a lavorare.

Il Product Designer di Slingshot, Joey Flynn, ha intanto dichiarato, in un’intervista:
Ho fratelli che non sono molto esperti in tecnologia. Ogni tanto invio loro foto o video e noto che ciò che ho mandato loro risulta “visto”… ma loro non mi inviano nulla indietro. Ecco, questa è l’idea di condivisione che abbiamo oggi, unilaterale: si tratta di un “ecco cosa sto facendo, guardate tutti”. Ebbene, con Slingshot si aggiunge dualità alla condivisione. Si vuol far sapere agli amici quello che si sta facendo, ma si vuole anche sapere che cosa stanno combinando loro. Non la consideriamo un servizio di messaggistica, ma un flusso di comunicazioni per condividere esperienze. Abbiamo creato un ambiente che rende comodo per tutti la condivisione. In Slingshot ognuno avrà la possibilità di raccontare le proprie storie e condividere le piccole o grandi cose, momenti divertenti o momenti tristi, e nel contempo conoscere le persone con cui li stanno condividendo. Lo vediamo come qualcosa di molto liberatorio.

Prendiamo su e meditiamo.
Nel frattempo, io scarico l’app e testo.

J.D.

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