giovedì 19 febbraio 2015

Prelevato dallo scaffale: "La casa del sonno" di Jonathan Coe

Nei giorni scorsi ho letto questo bel libro di Jonathan Coe, che mi sento di consigliarvi al 100% e che cercherò di presentarvi al meglio.



Questa la trama:
La casa del sonno racconta l'avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant'anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d'amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E' un autentico "castello dei destini incrociati", dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c'è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l'eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.

E' il primo libro che leggo di Coe e devo dire che l'impatto è stato molto positivo.
Il vero punto di forza è prima di tutto la caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di loro ha qualcosa che li rende unici e a ben pensare per nessuno mi viene in mente un paragone celebre da accostare. Sono esseri umani originali, veri, con le loro pulsioni e le loro fobie. L'intrecciarsi delle loro vite e dei loro destini è il motore di questo romanzo ed è affascinante vedere come le coincidenze alla fine non risultano affatto tali. 
Tutti i ragazzi hanno problemi legati al sonno (il vero protagonista del libro) e s’interrogano sul suo valore e significato: c’è chi non dorme mai, chi troppo, chi ama guardare il sonno degli altri, chi dorme perché preferisce i sogni alla vita, chi non vorrebbe sprecare un solo minuto della propria vita dormendo e chi sogna anche ad occhi aperti.
Un caleidoscopio di disturbi legati al sonno che si fondono in un luogo cardine come Ashdown, dove tutto trova un senso e dove le ragioni del proprio essere acquistano la loro compiutezza.
Interessante anche come si sviluppa romanzo: la storia si articola in due tempi e da questa particolarità deriva la bizzarra struttura narrativa del libro che vede i capitoli dispari ambientati nei primi anni ‘80 e quelli pari negli anni ’90. Ciò non crea confusione, tuttavia, merito di un Coe capace di portare avanti in parallelo la narrazione di questi due periodi distinti ma comunicanti. 

Forse il più bel libro che io abbia letto negli ultimi tempi, insomma. Se lo trovate in libreria, non lasciatevelo scappare.

J.D.


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