martedì 3 febbraio 2015

La (mia) verità sul caso Harry Quebert

Vi sarà capitato di vedere questo romanzo in libreria, con una fascetta gialla che lo pubblicizzava come l'evento editoriale degli ultimi anni… Ebbene, io mi sono lasciata tentare da quella fascetta, ho comprato il libro e l’ho letto.


Arrivo però a recensirlo dopo ben quattro mesi dalla lettura, perché un giudizio a caldo non sarebbe stato pienamente oggettivo.
Mi spiego.
Questo libro è un po’ come il numero di un prestigiatore. Ti tiene con il fiato sospeso e non riesci a togliergli gli occhi di dosso. Poi ti fa applaudire quando il prodigio è compiuto… Quando tuttavia torni a casa, rifletti su ciò che hai visto e comprendi dove sta il trucco, tutto sembra meno fantastico e non riesci a toglierti di dosso quella punta di sensazione di essere stata truffata.
Un romanzo un po' furbetto, insomma, che attinge a manate da serie TV sul genere "I segreti di Twin Peaks", con il tranquillo paesino di provincia sconvolto dalla scomparsa di un'amatissima ragazza per bene che si scopre pian piano avere un baule di segreti come tutti gli altri abitanti.

La trama è questa, a proposito:
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.
Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore.
Ma qualcosa d'imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan.
Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano.
Convinto dell’innocenza di Harry Quebert Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta.
Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.


C'è il giovane scrittore, il suo vecchio maestro, la ragazza del ristorante, l'autista strano, il ricco ambiguo, il marito sottomesso, il poliziotto buono e quello cattivo...
Il mio non è un giudizio negativo, sia chiaro. Joel Dicker è bravissimo a incollare il lettore alle pagine senza lasciargli alcuna distrazione e se iniziate questo romanzo non ho dubbi sul fatto che trascurerete qualsiasi altro impegno per arrivare in fondo e scoprire la verità.
Ma se da un romanzo cercate qualcosa di più, una qualche novità che vi faccia dire, a distanza di mesi, di aver letto qualcosa di veramente unico e originale... be', Harry Quebert non fa per voi.

J.D.

2 commenti:

Luther Caleb ha detto...

Alla fine sono d'accordo con te sul fatto che sia poco originale e che sia una riproposizione di twin peaks e serie TV del genere. Però non lo definirei furbetto, in fondo incastrare una trama ricca di eventi, con continui colpi di scena mantenendo alto il ritmo dall'inizio alla fine non è cosa da tutti e soprattutto si vede che dietro c'è tanto lavoro oltre che talento. Le idee veramente originali sono rarissime è molto spesso non vengono riconosciute subito. A me ha colpito lo stile: lo trovo fresco, scorrevole, veloce, facile.

Jane Doe ha detto...

Non ho affatto messo in dubbio l'impegno e la mole di lavoro... e neppure lo stile, che anch'io trovo molto efficace.
E' solo che non mi ha lasciato molto, ripensandoci a posteriori.
Ammetto e ribadisco che a caldo mi aveva entusiasmato.

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