domenica 8 marzo 2015

"Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson

Ho finalmente recuperato quello che tra i principali candidati all'Oscar per il miglior film di quest'anno avevo colpevolmente lasciato indietro.
Parlo di Grand Budapest Hotel, un film sorprendente e visivamente impressionante.


La trama è breve:
Monsieur Gustave è il concierge ma di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel collocato nell'immaginaria Zubrowka. Gode soprattutto della confidenza (e anche di qualcosa di più) delle signore attempate. Una di queste, Madame D., gli affida un prezioso quadro. In seguito alla sua morte il figlio Dimitri accusa M. Gustave di averla assassinata. L'uomo finisce in prigione. La stretta complicità che lo lega al suo giovanissimo neoassunto portiere immigrato Zero gli sarà di grande aiuto.


Non è comunque nell'intreccio della storia il punto di forza del film vincitore di quattro Oscar (Costumi, Trucco, Scenografia e colonna sonora), bensì proprio lo stile con cui è stato girato e lo straordinario impatto visivo delle sue immagini.
E' tutto un susseguirsi di barocchismi ed eccentricità e se in principio questo spiazza un po' lo spettatore, una volta abituati non si può non godere dell'eleganza e della fantasia con cui Wes Anderson ha realizzato il suo piccolo capolavoro.


Certo, poi non guasta il fatto che le (dis)avventure di Monsieur Gustave e del fidato Zero siano coinvolgenti e piene di colpi di scena, ma ciò che porterò sempre con me di questo film sono le inquadrature, il ritmo, i colori, i personaggi bizzarri e grotteschi. Anche il cast iperstellare ha aiutato, ovviamente.
Ora che l'ho finalmente visto posso dire che il testa a testa con Birdman è stato meritatissimo e che a conti fatti la vittoria di quest'ultimo risulta meno netta di quanto credessi.

Un grande spettacolo, Mr. Anderson.  ;-)

J.D.

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