lunedì 2 marzo 2015

Prelevato dallo scaffale: "Un giorno ci racconteremo tutto" di Daniela Krien

Nel week end appena trscorso ho avuto occasione di leggere questo libro che mi sento di consigliarvi per esplorare un contesto non molto battuto in letteratura, quello della Germania dell'Est nel momento di transizione dopo la caduta del muro di Berlino.
Il libro in questione è "Un giorno ci racconteremo tutto", di Daniela Krien, autrice tedesca nata nel 1975 a Neu Kaliß, un piccolo paese della Sassonia e cresciuta appunto nella Germania dell'Est.


Questa la trama:
Da quando lei e Henner si sono sfiorati per la prima volta, Maria non è più la stessa. L’adolescenza con i suoi sogni e le sue paure è volata via, e il presente le si è spalancato di fronte in tutta la sua vertigine. Perché Henner ha superato i quaranta e Maria di anni ne ha solo sedici; perché lei ha un fidanzato a cui fa ritorno ogni sera in quel nido che chiama “la stanza dei ragni” e lui vive solo con i suoi fantasmi e i suoi silenzi nella fattoria oltre la ferrovia e i campi inondati di sole. Perché un amore così imprevisto, così ovvio e così sbagliato non puoi far altro che assecondarlo, minuto per minuto, sensazione dopo sensazione, per tutto l’arco di un’estate che più calda non si può. Fino a quando un gesto terribile arriverà a suggellare i destini e lo strappo irreversibile di diventare adulti.

Il romanzo ha due livelli di narrazione, a mio avviso. Il primo riguarda la storia d'amore tra Maria e Henner, tra un'adolescente e un quarantenne, la sua clandestinità e la sua travolgente passione. Il secondo è legato al contesto di cui parlavo in principio, quella Germania prossima alla riunificazione che sconvolgerà il modo di vivere di tutti i protagonisti del libro.
E' un libro breve ma intenso, dal ritmo lento ma in grado di tenere il lettore incollato alle pagine con la forza dell'intensa storia d'amore dei due interpreti principali. Si legge in fretta, senza affaticare, lasciando alla conclusione un sapore agrodolce, un ricordo molto piacevole.
Una curiosità: il titolo è tratto da un passaggio del romanzo di Dostoevskij "I fratelli Karamazov", nella cui lettura Maria è impegnata lungo tutto l'arco temporale della storia.

Segnatevelo, che ne vale la pena.

J.D.

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