martedì 7 aprile 2015

"Divergent" di Neil Burger

Visto che al box office, nelle ultime settimane, oltre al prevedibile Cenerentola sta trionfando "Insurgent" di Robert Schwenkte, mi sono sentita in dovere di capire di cosa si tratti e pertanto di recuperare il primo capitolo della serie, "Divergent", visto ieri sera.


In breve la trama:
In un futuro in cui una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell'organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita ma per scelta individuale al compimento della maggiore età. I Candidi (sempre sinceri) si occupano di esercitare la legge, i Pacifici (sempre gentili) coltivano la terra per sfamare tutti, gli Eruditi (sempre a conoscenza di tutto) sono insegnanti e ricercatori, gli Abneganti (altruisti) si occupano di governare e infine gli Intrepidi si occupano della protezione. Al momento di compiere un test sulla personalità utile a capire a quale gruppo si è più affini Beatrice Prior risulta "divergente", cioè non affine a nessuna categoria, un risultato rarissimo che la mette in pericolo. L'ordine sociale infatti impone di eliminare quelli come lei poichè la loro stessa esistenza è una minaccia all'ordine così costruito. Celando la sua natura Beatrice sceglie gli Intrepidi e comincia il suo addestramento a una vita di cui non è certa.


Che dire?
Il cambio di regista tra un capitolo e l'altro mi aveva già messo un po' in guardia, non lasciandomi presagire il meglio. Ma le ragioni potevano essere molteplici, così ho guardato il film cercando di lasciar da parte ogni pregiudizio.
Ebbene, "Divergent" si inserisce in quel filone di film (e romanzi) che ho trovato di recente etichettati come dystopian young adult fantasy, capitanati dall'ormai celebre "Hunger games" e di cui fa parte anche un "Maze Runner" che ho visto in autunno (fate finta che questa recensione valga anche per quello: il giudizio è lo stesso).


Il pacchetto comprende una storia di crescita di una giovane ragazza che passa dall'adolescenza all'età adulta scoprendosi "diversa" e in grado di rompere gli schemi dell'ordine costituito. Questo sistema governato dagli adulti è immutato da generazioni e cela dietro all'apparente pace una dittatura e una brama di potere che la ragazza e i suoi amici si sentono a un certo punto in dovere di contrastare.


In tutto questo non possono mancare ovviamente il rito d'iniziazione, l'addestramento, la storia d'amore (sorprendentemente assente il triangolo) e un cattivo dalla faccia pulita e dall'abbigliamento impeccabile che in questo caso prende le sembianze di Kate Winslet.


Non è che sia un brutto film, sia chiaro. L'ambientazione è interessante, la protagonista sa farsi amare dal pubblico (anche se Shailene Woodley non ha il carisma di Jennifer Lawrence), il ritmo è buono e non annoia. Però se avete più di vent'anni scoprirete che sotto la bella superficie c'è poco e difficilmente ve ne innamorerete.
Andrò comunque al cinema a vedere "Insurgent"?
Non ne sono sicura... Ma non lo escludo.

J.D.

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