lunedì 27 aprile 2015

"Snowpiercer", di Bong Joon-Ho

Ieri serata di pioggia e così ho recuperato un film uscito un annetto fa al cinema che da tempo volevo vedere: "Snowpiercer", del regista coreano Bong Joon-Ho.


La trama in breve: In un futuro non lontano, la Terra conosce una nuova Era Glaciale. Gli ultimi sopravvissuti del genere umano vivono confinati in un treno rompighiaccio in grado di correre perpetuamente attraverso il globo. L'inventore di questa macchina perfetta, il misterioso Wilford, ha anche determinato un sistema sociale su cui si regge l'equilibrio della comunità che abita i vagoni del treno. In coda stanno i miserabili sfruttati che salirono a bordo gratis, verso la testa del treno vivono invece nei privilegi i passeggeri di prima classe. Ma la rivolta degli oppressi dalla coda del treno è oramai imminente e il suo leader, Curtis, attende solo il momento giusto per tentare l'ardimentosa presa della testa del convoglio.


Una grande e costosa produzione coreana dalle grandi ambizioni che devo dire la verità, mi ha lasciata un po' perplessa. Forse devo ancora metabolizzare a dovere questo film, ma se da un lato sono rimasta affascinata dall'ambientazione e dal concept, dall'altro la realizzazione mi ha un po' delusa.
Mi riferisco in particolare ai frequenti cambi di registro che, personalmente, mi sono risultati estremamente fastidiosi. Il film parte con un'atmosfera cupa, rappresentando i derelitti che vivono nella coda del treno e la loro misera vita, la fame, le vessazioni, la ribellione che sobbolle in pentola... Poi entra in scena Tilda Swinton e qualcosa si incrina. La sua signora Mason è un personaggio caricaturale, grottesco, a tratti ridicolo... La sensazione che ho provato è che fosse del tutto fuori luogo.


Non critico la Swinton, autrice di una grande prestazione attoriale come sempre, ma il registro del suo e degli altri personaggi come lei, che ho percepito completamente fuori dall'atmosfera del film: la maestra elementare di Alison Pill (altra grande attrice), l'uomo che consegna le uova, la signora in giallo, il killer con il riporto, gli incappucciati neri...


Insomma, tutti elementi che ho percepito come stecche in una piacevolissima canzone, perchè per tutto il resto il film è estremamente godibile. Ci sono scenografie fantastiche, metafore sulla società moderna, un eroe rivoluzionario non privo di macchie, un'armata Brancaleone che va contro il potere costituito, un cattivo affascinante come Ed Harris, un mondo al quale qualche sognatore brama tornare e un finale poetico che può anche far riflettere.
In definitiva, se riuscite a scansar via quel senso di fastidio che ho provato io nel guardare questo film quando quelle macchie(tte) apparivano sullo schermo, allora "Snowpiercer" vi piacerà senz'altro.

J.D.

2 commenti:

Massimo Biscuolo ha detto...

Ciao Jane, ma alla fine del film, finisce anche l'era glaciale? :-))

Jane Doe ha detto...

Be', rispondere esattamente è un po' uno spoiler... Però diciamo che il finale si può interpretare.

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