domenica 17 maggio 2015

Prelevato dallo scaffale: "In stato di ebbrezza" di James Franco

Ho appena terminato di leggere questa raccolta di racconti scritti da James Franco, che ho scoperto non essere solo un bravissimo attore bensì un artista poliedrico che spazia dalla regia alla scrittura, passando anche attraverso la pittura.


"In stato di ebbrezza", come detto, è una raccolta di racconti, pertanto non posso sintetizzare il contenuto in una trama, però c'è qualcosa che tutte le storie hanno in comune: la location, Palo Alto (titolo originale del libro), e l'età dei protagonisti, tutti adolescenti.
Quella che Franco mette su carta, però, non è l'adolescenza spensierata dei ragazzini ricchi della Silicon Valley. Al contrario ci parla di giovani annoiati, isolati dal mondo, privi di un contatto con i genitori, costantemente alla ricerca di qualcosa che neppure loro sanno cos'è e che spesso li conduce alla violenza, al sesso, alla droga e all'alcol.


Lo stile di scrittura, pur essendo i racconti in prima persona, è molto asettico, freddo, cinico. I protagonisti sono sempre molto distaccati mentre raccontano i loro spezzoni di vita, le loro storie di trasgressione, le feste a cui partecipano, le risse, le corse in macchina, le bevute, le fumate, il sesso di gruppo... Nessun giudizio di merito, nessun moralismo. Solo la fredda descrizione dell'accaduto.
Ecco un paio di esempi:

Un pomeriggio stavamo giocando a football nel parco vicino al parte delle bocce. Poi siamo andati a casa di Jason King a prendere da bere. I genitori di Jason erano partiti. Ci siamo messi a bere vodka toni e a fumare erba. 
Pam ci ha raggiunto. L'ho fatta mettere sul letto dei genitori di Jason. L'ho fatta spogliare. Non era nemmeno ubriaca. I ragazzi si sono messi in fila fuori dalla porta. Poi siamo entrati, due o tre per volta. Se la sono scopata tutti. Era ridotta veramente uno schifo.
(Chinatown)

Ci siamo messi a lanciare piombini contro le finestre. I piombini lasciavano come delle piccole punture di zanzara sul vetro. Lunedì avremmo potuto ammirare la nostra opera.
Con dei sassi appuntiti abbiamo fatto varie scritte sulla finestra della classe dove facevamo lezione di storia con il professor Shepard. Io ho scritto FANCULO OMERO perché stavamo studiando i greci. Ronny ha fatto una svastica. Gli abbiamo detto tutti che era un cretino. Saul e Ami erano entrambi ebrei, e anche io ero ebreo, anche se non avevo ricevuto la tipica educazione ebraica.
Ronny pensava solo che la svastica facesse ridere.
Abbiamo preso a falci i bidoni della spazzatura, e poi siamo tornati verso casa di Saul risalendo lungo Middlefield Road.
Siamo passati davanti casa di Simone Chris. In quarta elementare era stata la mia fidanzata. Avevo fatto a botte con Sam Tuttle per lei.
(Uccidere animali)

Io consiglio a tutti di leggerlo, perché pur non essendo più una ragazzina ho riconosciuto bene quel disagio che provavo prima dei diciotto anni e che Franco ha descritto benissimo in questa raccolta.
Da poco è uscita il suo secondo libro, "Il manifesto degli attori anonimi". Penso che lo comprerò...

J.D.

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