giovedì 4 giugno 2015

Alberi e stelle negli scatti di Beth Moon

Quando cala la sera sul Makgadikgadi Pan, grandi alberi si stagliano all'orizzonte, e rami senza foglie si innalzano verso la luce. Mentre il sole si abbassa, il cielo si tinge di tutti i colori, finché non resta solo il rosso. Sul lato opposto del cielo, l'ombra della Terra cresce, portando una cortina di indaco e la promessa di una notte serena. La scienza e l'arte si fondono quindi nel momento in cui una miriade di stelle inizia a bruciare ferocemente, dissolvendosi nell’infinito.
Il nostro rapporto con il selvaggio ha sempre svolto un ruolo importante nel mio lavoro. Questa serie è stata ispirata da due affascinanti studi scientifici che collegano la crescita degli alberi con il movimento celeste e cicli astrali.
La maggior parte delle location scelte per le foto erano veramente selvagge e remote, lontane dalla civiltà e dall’inquinamento luminoso, soprattutto situate nell'emisfero meridionale dell'Africa (Botswana, Namibia e Sud Africa). Mitici ed eccentrici baobab e surreali alberi tremolanti sono ritratti in questo lavoro, intitolati con i nomi dati alle costellazioni dagli antichi Greci e Romani.

Così scrive Beth Moon sul suo sito, nella pagina del suo portfolio dedicata alla serie di scatti denominata “Diamond Nights”. Fotografie meravigliose, che vi presento qui di seguito.

Andromeda

Aquila

Ara

Cetus

Corvus

Fornax

Hercules

Izar

Lacerta

Lyra

Orion

Polaris

Serpens

Tucana

Volans

I ricercatori dell'Università di Edimburgo hanno dimostrato che gli alberi crescono più rapidamente quando alti livelli di radiazione cosmica raggiungono la superficie terrestre, concludendo che le radiazioni cosmiche impattano sulla crescita degli alberi anche più della temperatura annuale o delle precipitazioni. In secondo luogo, il noto ricercatore Lawrence Edwards ha scoperto che i germogli di alberi cambiano forma e dimensioni ritmicamente, in cicli regolari durante tutto l'inverno, direttamente in correlazione alla luna e ai pianeti. La quercia, per esempio, sembra cambiare con Marte, il faggio con Saturno e la betulla con Venere. Curiosamente, Edwards ha anche scoperto che le linee elettriche hanno interrotto questa influenza planetaria.

Note tecniche
La maggior parte di queste fotografie sono state create durante notti senza luna, scattate con un obiettivo grandangolare e ISO 3200 - 6400. La Via Lattea, un nastro di stelle che si estende da un orizzonte all'altro, brucia brillantemente in alcune delle immagini. Esposizioni fino a 30 secondi hanno permesso di far entrare abbastanza luce nella lente, senza che il movimento delle stelle sia evidente. Ogni location ha richiesto un sacco di sperimentazione e tecniche di illuminazione differenti. A volte un breve irraggiamento di luce diffusa da una torcia è stato sufficiente, altre volte sono stati necessari i fasci luminosi di più torce.

Be’, che dire… Complimenti!
J.D.

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