mercoledì 3 giugno 2015

"Locke", di Steven Knight

Ieri sera ho chiuso il ponte del 2 giugno guardando questo interessante film, opera seconda del talentuoso regista britannico Steven Knight. L'idea che sta alla base della pellicola, quella di 85 minuti in cui vediamo un solo attore in scena, non è nuovissima (ricordo "Buried", del 2010), ma la realizzazione è senza dubbio di altissima qualità.


La trama di "Locke" è semplicissima:
Ivan Locke guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, un uomo come tanti, ma questa notte la sua vita cambierà. All'alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento che l'Europa abbia mai visto. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l'esistenza di Locke. E' stata la sua amante per una notte e ora sta per partorire suo figlio. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima. 


La forza del film è principalmente nella prova attoriale di Tom Hardy, capace di creare immediatamente empatia con lo spettatore che finirà per essere un compagno di viaggio del protagonista, come se fosse seduto sul sedile del passeggero. Guardando il film, assistiamo al dramma di un uomo che in una sola notte vede demolita la sua intera esistenza, solo per la decisione ferrea di voler fare "la cosa giusta". Niente intrighi internazionali come nel "Buried" che ho citato prima. Solo uno spaccato di vita che potrebbe essere quello di tante persone che conosciamo, mentre tornano a casa dal lavoro e fanno telefonate a mogli, amanti, datori di lavoro, amici, figli...
Il solo volto visibile è quello di Hardy, che si alterna alle sporadiche inquadrature dell'unica altra vera protagonista del film, ossia la strada. Per il resto ci sono solo voci, gli interlocutori di Ivan Locke che non restano altro che profili nell'etere.
"Locke" era stato presentato all'edizione 2013 della Mostra del Cinema di Venezia e ricordo che aveva fatto molto parlare di sé. Attenzione meritata, perchè il film tiene desta l'attenzione e scivola via che è un piacere, mentre l'auto viaggia sull'autostrada e il protagonista si districa nella sua "lista delle cose da fare". Storcerà il naso qualche purista dei film d'azione, ma per tutti gli altri, pollice in alto senza alcun dubbio!

J.D.


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