martedì 30 giugno 2015

Woodpecker, la storica discoteca nella pineta di Milano Marittima

Questo week end ho avuto l'occasione di visitare ciò che resta della celebre discoteca degli anni '60 di Milano Marittima "Woodpecker". Celebre per la sua anomala collocazione (in mezzo alla pineta), per l'originalità della struttura (una cupola che ricorda quella del Brunelleschi a Firenze) e per la breve durata della sua attività (appena 5 anni).


Fino a un mese fa era rimasta del tutto abbandonata a se stessa, ma il suo fascino suggestivo è rimasto nel tempo perfettamente intatto. Per questo si è lavorato nel giugno appena trascorso per pulire l'area circostante e permettere a curiosi e turisti di visitare nuovamente questo luogo, monumento di un'epoca che non esiste più.


La storia è ben nota.
Nel 1952 la famiglia De Maria apre un locale in centro a Milano Marittima, alla Terza Traversa. Il suo nome sarà appunto Woodpecker e si tratterà di un locale di prestigio, con prezzi molto alti per l'epoca.
Ma il rumore della sala da ballo infastidisce i residenti, così nel 1966 Gherardo De Maria decide di trasferire il Woodpecker nell'attuale collocazione, in mezzo alla pineta.
A disegnare la struttura del locale viene chiamato l'architetto Filippo Monti di Faenza, figura in auge in quegli anni, che inventa un progetto senza precedenti: un anello con all’interno una piattaforma rivestita in marmo giallo di Siena, che viene ritagliata dalle forme circolari di laghetti comunicanti tra loro attraverso ponticelli di legno. Al di sopra della piattaforma, l’ultimo grande cerchio: la cupola che ospitava la pista da ballo.


Nel giorno dell’inaugurazione, vengono a suonare le orchestre di Franco Campanino e di Tonino D’Ischia, con la gestione del bar da parte di Peppino Manzi.
Per cinque anni il Woodpecker ospita i più importanti complessi dell'epoca e fa ballare migliaia di turisti della Riviera Romagnola, finchè, nel 1970, la discoteca prende fuoco a causa di un cortocircuito. La struttura viene devastata ad eccezione della cupola e da allora non è stata più recuperata.
Solo lo street artist italiano Blu è intervenuto per dare un tocco artistico al vecchio locale, disegnando all'interno della cupola una serie di personaggi in parte umani, in parte macchine. Nel 2001 The Observer ha citato Blu come uno dei 10 migliori street artist in circolazione, autore di opere in tutta Europa (Germania, Inghilterra, Spagna, Repubblica Ceca, Polonia, Serbia...).



In questo luogo sembra che il tempo si sia fermato.
La sensazione principale che si prova, stando lì in mezzo, è una forte impressione di decadenza, ma osservando bene e immergendosi nell'atmosfera si possono sentire gli echi della musica degli anni '60 e si può vedere quella generazione di giovani, oggi ultrasessantenni, ballare e corteggiarsi come in quest'epoca non usa più.

J.D.

4 commenti:

A.18 ha detto...

Sehr,sehr schön:-)ich schreibe fast genauso...schau doch mal vorbei
www.lebeninderprovence.blogspot.fr

A.18 ha detto...

Sehr,sehr schön:-)ich schreibe fast genauso...schau doch mal vorbei
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Tony Graffio ha detto...

Molto interessante, grazie per il contributo.

Anonimo ha detto...

MAGMA www.magma.zone

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