lunedì 20 luglio 2015

Il ghost movie "1303", di Michele Taverna

Nelle calde serate estive (e quest'anno sono calde parecchio) trovo sempre piacevole guardare un film dell'orrore, anche se si tratta di una pellicola di serie Z come questa. Sarà che ogni tanto mi prende la nostalgia delle notti horror di Italia 1... Ricordate l'appuntamento fisso del martedì sera? Ho trovato la programmazione completa dal 1989 al 2009 e ve la ripropongo qui sotto nello spoiler:



Ma non è questo l'argomento di oggi... In realtà vi voglio parlare del film che ho visto ieri sera, che risponde al titolo di "1303", del regista Michele Taverna.


Vado subito con la trama: la giovane Janet si trova un appartamento perché intende vivere da sola. La sorella maggiore Lara la sgrida perché - dimostrando scarsa lungimiranza - ha preso il primo che le hanno mostrato, solo perché le piaceva. La mamma Maddie, invece, è seccata perché le figlie non non le hanno detto niente. Ciò non è strano: infatti, Maddie - che fa la cantante, ma ha i suoi momenti migliori ben alle spalle - è alcolizzata ed è proprio il suo comportamento scombinato ad aver spinto Janet a scegliere di rendersi indipendente. Nonostante non manchino elementi di inquietudine nel palazzo e nel circondario, Janet è entusiasta della casa nuova, l'appartamento 1303. Ma una strana ragazzina che abita accanto le dice che una giovane di nome Jennifer - che abitava proprio nell'appartamento 1303 - si era anni prima buttata dal balcone, morendo sul colpo. Inoltre, il lubrico custode le chiede a bruciapelo di mostrargli le tette: nel caso avesse problemi con l'affitto, sostiene l'uomo, potrebbero mettersi senz'altro d'accordo. Comprensibilmente, a Janet le cose non sembrano più così brillanti. Spaventata, chiama il suo fidanzato Mark che però ha altro da fare. Va a letto, ma nell'appartamento c'è una presenza che non tarda a manifestarsi in modo spaventoso.


Che dire di questo film?
La prima parte è anche interessante, inquietante al punto giusto nelle prime manifestazioni dei fantasmi. In breve però tutto ricade nel già visto, e il massimo che ci si può aspettare è un salto sulla poltrona ottenuto con qualche bubusettete improvviso. Nessun approfondimento dei personaggi, ancora meno dei fantasmi che in fondo in fondo sono i veri protagonisti del film, nessuno spunto degno di nota...
"1303" è il remake di un film giapponese e questo si percepisce fin troppo in mille dettagli, davvero espliciti a un occhio un po' esperto. Difficile salvare anche la recitazione, con una Mischa Barton che sembra il fantasma di se stessa.


Ah, per la cronaca... Il film sarebbe addirittura stato pensato e realizzato in 3D.
Meglio sorvolare...

J.D.

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