lunedì 24 agosto 2015

"Kristy", di Oliver Blackburn

Per la mia consueta notte horror della domenica sera ho scelto ieri "Kristy", titolo che avevo visto girare da un po' e che ho timbrato e archiviato prontamente.


La trama è delle più elementari:
Birch College. Aaron e Justine, fidanzati, vivono la loro storia d'amore nel campus. Aaron però se ne va per le vacanze del Giorno del Ringraziamento. Lei non può permettersi il costo del viaggio per tornare a casa (lava i piatti per mantenersi agli studi) e gli chiede di restare, ma lui non può: la sua famiglia ci tiene. Justine rimane con Nicole, la sua compagna di camera. Ma anche lei, a sorpresa, se ne deve andare: il papà la porta in vacanza ad Aspen. Justine resta così l'unica studentessa nel campus, con solo il personale di guardia a farle, per modo di dire, compagnia. Nel frattempo, alcune ragazze sono scomparse nella zona e l'FBI le cerca invano. Di sera, Justine esce a fare un giro con l'auto che le ha lasciato Nicole. Va in un drugstore a prendere qualcosa e fa uno strano incontro con un'inquietante ragazza piena di piercing che la chiama Kristy. Justine torna al college un po' turbata, ma Wayne, una delle guardie, la rassicura. Justine ne parla anche con Aaron, al telefono. Tutto sembra rientrare nella normalità, ma in realtà le cose ben presto si complicano: la ragazza strana l'ha seguita al college e non è sola. Justine si trova a combattere per la vita contro un nemico insidioso e feroce.



Il film è di una banalità sconcertante: ragazza sola in un campus universitario assediato da un gruppo di psicopatici, con la preda che a un certo punto si trasforma nel predatore. Ok, sappiamo che è difficile trovare un po' di originalità negli horror di oggi, ma qui manca anche il benché minimo guizzo... In pratica è un home invasion ("Funny Games", "Il giorno del giudizio", "You're next") ambientato in un college anziché in una casa.



Gli assassini sono mascherati, ma questo non li rende particolarmente più minacciosi. Il personale del campus è solo carne da macello, messa lì giusto per far capire che i cattivi non vanno molto per il sottile. I luoghi per nascondersi sono tanti, ma incredibilmente mai sufficienti...
Le uniche note positive vengono dalla protagonista Justine, interpretata da una brava Haley Bennett, e dallo spunto "social", visto che la caccia è ripresa costantemente dagli psicopatici al fine di caricare i video online.
Per il resto è tutto estremamente telefonato... e pertanto un po' noioso.

J.D.

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