lunedì 31 agosto 2015

"Sinister", di Scott Derrickson

Consueta notte horror della domenica sera, un film di grandissima qualità, un buon bicchiere di vino e aria condizionata... Niente di meglio per concludere questo agosto 2015.
Complice nella scelta il notevole trailer del sequel che uscirà nelle sale nei prossimi giorni, ieri sera mi sono cimentata con l'ottimo "Sinister" di Scott Derrickson, 38enne regista di Denver, Colorado, autore del già interessante "The exorcism of Emily Rose". Giudizio estremamente positivo e notte passata con la lampada sul comodino accesa.


Andiamo con la trama:
Ellison Oswalt è uno scrittore in cerca di rilancio. A questo scopo, si è trasferito in una casa isolata in una zona boscosa assieme alla moglie Tracy, al figlio dodicenne Trevor e alla figlia più piccola Ashley, decisamente contraria al trasferimento che le ha causato la perdita delle amicizie. Ma Ellison vuole quella casa perché proprio lì, anche se la sua famiglia non lo sa, si è verificato un tremendo delitto sul quale lui vuole basare il suo nuovo libro. Il rude sceriffo locale non vede di buon occhio l'arrivo di Ellison e cerca inutilmente di convincerlo a rifare i bagagli e tornarsene da dov'è venuto: contesta a Ellison che i suoi libri - incentrati su storie criminali vere - hanno più di qualche volta causato guai e messo in cattiva luce la polizia. Il caso su cui Ellison vuole scrivere riguarda una famiglia misteriosamente impiccata in giardino. Si è (forse) salvata solo una ragazzina, che però è scomparsa: Ellison vuole scoprire cosa le è successo e perché. In soffitta, lo scrittore trova dei vecchi filmini familiari in super8: tra immagini innocenti, ci sono quelle - terribili - del delitto. E di altri delitti. Ellison capisce che non è un caso se lui ha trovato quelle pellicole, ma quale può essere il gioco dell'assassino? Lo scrittore si rende conto del pericolo che corrono lui e i suoi familiari, ma l'ansia di sapere è insopprimibile e il vortice del terrore inarrestabile.


Fin dalle prime immagini, in cui viene proiettato in super 8 uno degli omicidi, si capisce che "Sinister" ha intenzione di giocare con il senso di disturbo ingenerato dagli eventi delittuosi. Assistere all'impiccagione in giardino, così come agli altri omicidi, provoca una sensazione di considerevole disagio, che porta a provare una certa empatia nei confronti del protagonista che con fatica e ansia crescenti indaga sull'accaduto e si trova costretto a visionare quelle pellicole.


Se a questo aggiungiamo gli eventi soprannaturali notturni, il disgregamento psicologico della famiglia Oswalt e l'introduzione dell'inquietantissima divinità pagana babilonese Bagul "Il mangiatore di bambini", otteniamo una serie di elementi che non chiedevano altro di essere messi in scena sapientemente da un buon regista e interpretati da una manciata di bravi attori. Così fortunatamente è stato, tanto che non esito a dire che "Sinister" è uno dei migliori horror che ho visto negli ultimi anni.


Dico horror perchè di tale si tratta, anche se per la prima parte si può considerare un thriller ad alta tensione, con le indagini di Ellison (un credibilissimo Ethan Hawke) simili a quele viste in tanti polizieschi, con tanto di cartina appesa al muro con i post-it, le foto e i fili rossi a collegare gli elementi.
Il finale è da brividi, una sequenza che rimarrà a lungo impressa nella mia mente. Non dico di più per non rovinare la sorpresa a qualcuno.

J.D.

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