lunedì 10 agosto 2015

"Unfriended", di Levan Gabriadze

Per il mio personale ciclo di Notte horror della domenica sera ho visto ieri sera "Unfriended", del regista russo Levan Gabriadze. Ero stata attirata dal trailer visto qualche tempo fa e devo dire che il film mi ha stupito...


Subito la trama:
Nell'anniversario della morte di Laura i suoi amici si sentono su Skype. Non tutti si ricordano che è il giorno in cui la loro compagna di scuola si è sparata, nonostante i video che hanno immortalato l'evento siano ancora online. La causa del suicidio era un video messo online da qualcuno che ha reso Laura lo zimbello di tutti. Ma forse c'è qualcosa di più che non uscirebbe se non si materializzasse un utente sconosciuto. Non riescono ad eliminarlo o estrometterlo e dopo un po' comincia a parlare con loro, sostenendo di essere Laura stessa in cerca di giustizia. Ognuno ha qualcosa da nascondere agli altri, confessioni che gradualmente gli vengono estorte con espedienti verbali o minacce esplicite. Ad ogni confessione arriva inesorabile la morte. Tutti sono un bersaglio da abbattere uno alla volta, fino a scoprire davvero cos'è successo in quel video incriminato.


Il film sorprende per il modo in cui è girato, ossia con l'inquadratura che coincide interamente, per tutta la durata della pellicola, con lo schermo di un computer. Vediamo l'utente, Blaire, muovere il cursore del mouse passando da un'applicazione all'altra, dalla chat di Skype a Youtube, da iMessenger a Facebook, da Safari a Instagram, interagendo con gli altri protagonisti della vicenda e con il "fantasma" di Laura.


L'idea non è nuova (esiste già un "Open window" diretto da un tal Nacho Vigalondo, e la trama fa il verso a "So cosa hai fatto"), ma di certo è ben realizzata. La durata del film coincide con la durata della sessione online, dando l'impressione di un lungo piano sequenza. La messa in scena atipica comunque incuriosisce e in fin dei conti copre un po' il difetto di fondo del film, ossia un canovaccio un po' abusato tipico degli slasher movie: cattivo che uccide tutti gli adolescenti di turno uno alla volta, fino allo "scontro finale" con l'ultimo (e lì a volte si vince, a volte si perde...)


In definitiva il film scorre via molto in fretta e non annoia mai, passando rapidamente tra i segreti dei sei protagonisti e la relativa, puntuale vendetta di Laura.
Io lo consiglio, perchè indipendentemente da tutto resta un originalissimo esperimento che vale la pena di vedere.

J.D.

1 commenti:

Ilmondoinunoscaffale Blog ha detto...

Penso che lo vedrò questa sera, inizialmente non mi piaceva però l'idea è carina e conosco molti che lo hanno visto. Ma non ho aspettative alte..

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