venerdì 11 settembre 2015

"Città di carta", di Jake Schreier

Ieri sera ho visto il primo dei 10 film da non perdere da qui alla fine del 2015: "Città di carta", tratto dal bestseller di John Green e diretto dal giovane regista Jake Schreier.
Ne avevo già parlato e lo attendevo da diversi mesi, avendo anche letto il libro dell'autore di "Colpa delle stelle", e devo dire che le aspettative non sono state affatto deluse.


La trama è ormai nota: Quentin è amico sin dall'infanzia di Margo, dirimpettaia avventurosa e imprevedibile dove lui è timido ed eccessivamente cauto nelle sue scelte. Negli ultimi anni però i due si sono allontanati: la ragazza è diventata una delle più cool del liceo, lui uno dei più nerd; almeno fino alla notte in cui Margo ha bisogno del suo aiuto per vendicarsi di alcuni nemici comuni del liceo. Quentin scopre di amare follemente Margo, che il giorno successivo scompare senza lasciare traccia. Eccetto che per Quentin, che comincia a trovare indizi che secondo lui condurranno inequivocabilmente alla ragazza. 



Abbiamo visto molti film, nel corso degli anni, che cercano di catturare l'esperienza del passaggio dal Liceo all'Università. E' un momento in cui gli adolescenti, ormai giovani adulti, sono in ansia per il futuro, in ansia per tutto ciò che non è stato detto, in ansia per tutti quegli obiettivi delle scuole superiori lasciati incompiuti. "Città di carta" affronta questo momento attraverso gli occhi di Quentin, ossessionato e innamorato della sua incantevole vicina di casa Margo fin da quando i due erano amici d'infanzia. Sono cresciuti ognuno per conto proprio, con vite differenti, ma tutto cambia quando una notte Margo si arrampica fino alla finestra di Q e chiede il suo aiuto per vendicarsi del suo ex fidanzato traditore e delle pugnalate alle spalle ricevute da parte degli amici. E' una notte da sogno, per Q, l'inizio apparente di qualcosa di magico con Margo, ma lei scompare la mattina dopo...
E' nella ricerca della ragazza la vera essenza del film, nell'indagine sugli indizi, nel viaggio che Q intraprende con i suoi due migliori amici Ben e Radar, in tutte le loro "prime volte". Questi ragazzi non sono mai andati a una festa, non si sono mai ubriacati, non hanno mai saltato la scuola e non si sono mai messi nei guai. Fino a questo momento...
A un certo punto, Q osserva che questa esperienza significa tutto ciò per loro, l'importante è rendersene conto. 



In questo senso, "Città di carta" centra l'obiettivo, rispettando in pieno lo spirito del libro (nonostante le differenze e le inevitabili lacune): apprezzare ciò che si ha prima che questo scompaia e prendere consapevolezza della nozione di falsa rappresentazione della realtà. Quest'ultimo è il tema dell'identità dei ragazzi, che non sanno ancora chi sono o chi diventeranno, rischiando così di identificarsi nell'immagine che danno di loro stessi o che gli altri percepiscono.
Margo spinge Q a dare un'occhiata all'interno di un mondo che non ha mai sperimentato, obbligandolo a fare i conti con chi la ragazza è in realtà e portandolo oltre l'immagine idealizzata che ha di lei. 



Il film si regge quasi tutto sulle spalle di Nat Wolff, ben coadiuvato dai suoi due amici, ma per tutta la pellicola è come se la Margo di Cara Delevingne imponesse la sua presenza ingombrante nonostante appaia sullo schermo non più di un quarto d'ora. 
E' la forza di un personaggio perfettamente riuscito, pur non essendo affatto simpatico o particolarmente amabile (anche se qui dimostra un pelo di cuore in più rispetto al libro). Potrà non piacervi, ma una cosa è certa: non si può dimenticare Margo Roth Spiegelman...

J.D.

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