domenica 6 settembre 2015

Prelevato dallo scaffale: "Joyland" di Stephen King

Come lettura di fine estate ho recuperato questo romanzo di un paio di anni fa scritto da Sua Maestà Stephen King. Ho letto "Joyland" in due giorni, ritrovando la nostalgia dei primi romanzi del Re, nell'atmosfera unica di un parco giochi e i profumi di zucchero filato e caramelle impressi nella mente.


Trama in breve:
Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Ho letto diverse recensioni, in rete, e ho notato che a molti non è piaciuto. Non mi è chiaro neppure tanto il perché, peraltro. Forse si tratta di un semplice preconcetto, quell'idea che "tanto ormai King non è più quello di una volta".
Invece non è così. E posso dirlo con cognizione di causa, avendo letto tutto quello che ha scritto da Carrie in poi.
Sarà che i parchi divertimenti hanno un fascino tutto loro ed è facile ambientare una storia in quel contesto, ma l'abilità con cui King descrive Joyland e la vita che Devin conduce al suo interno è pura e semplice magia.
Il soprannaturale e l'orrore rimangono sullo sfondo (forse è questo che non è piaciuto) mentre in primo piano c'è la storia di questo ragazzo come tanti, del suo amore perduto e di quello che nasce, delle amicizie che stringe, del suo passaggio in un'estate dall'adolescenza all'età adulta.
Joyland seduce, affascina, cattura.
Se avete amato storie come "Stand by me", "Il miglio verde" e "Mucchio d'ossa", questo è proprio il libro che fa per voi. Consigliatissimo.

J.D.

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