lunedì 23 maggio 2016

"Crimson Peak", di Guillermo Del Toro

Per la notte horror di questa domenica ho scelto di recuperare un film di qualche mese fa, uscito a ottobre 2015, che per un motivo o per un altro avevo lasciato indietro. Si tratta di Crimson Peak, l'ultima fatica del regista Guillermo del Toro che per me è sempre stato sinonimo di grande qualità. Il cast è importante (di Mia Wasikowska, Tom Hiddleston e Jessica Chastain i ruoli principali), il trailer accattivante e quindi le aspettative erano altissime... Vediamo se sono state soddisfatte.


Innanzitutto la trama: Siamo nella New York di inizio '900, nella quale si muove un po' a disagio la giovane Edith, orfana di madre e aspirante scrittrice frustrata dalla mancanza di coraggio delle case editrici del suo tempo nell'accettare una donna come scrittrice di fiction gotico-fantastiche. A rompere la sua routine arriva dall'Inghilterra l'affascinante e misterioso aristocratico Thomas Sharpe, alla ricerca di fondi per una macchina d’estrazione dell’argilla rossa che si trova nel sottosuolo della sua tenuta. Sharpe conquista il cuore di Edith e presto i due si sposeranno e si trasferiranno nella dimora fatiscente dell'uomo. Qui però dovrà fae i conti con l'enigmatica sorella di Thomas, Lucille, e con misteri e apparizioni che nascondono terribili verità.


Siamo dalle parti del gotico britannico, in Crimson Peak. L'ambiente è quello dei romanzi di Horace Walpole, Ann Radcliffe e Mary Shelley e l'atmosfera gravita intorno a quei mondi. Però ci fermiamo lì. Tolta l'ambientazione tipica del genere (la casa fatiscente infestata dai fantasmi) e il repertorio classico degli espedienti per creare apprensione (corridoi scarsamente illuminati, scricchiolii, voci ultraterrene, visioni eteree, ecc.) resta davvero poco in un film da cui sinceramente mi aspettavo molto, ma molto di più.


E' la trama, soprattutto, a far precipitare il film nella mediocrità. Lenta, estremamente prevedibile, perfino ridondante per certi versi. Ed è un peccato, perchè dal punto di vista tecnico il talento e la maestria di Guillermo Del Toro si vedono tutti. A partire da quel rosso cremisi del titolo che permea gran parte della luce del film fino alla cura dei dettagli nei costumi e nella scenografia.
Purtroppo a tale meticolosità non si accompagna una sceneggiatura solida e capace di sorreggere quei momenti di tensione che privi di appoggio finiscono per apparire un po' grotteschi.


La vicenda avrebbe potuto fare serenamente a meno dei fantasmi e probabilmente avrebbe avuto maggior successo e verosimiglianza se fosse stata ambientata in un contorno drammatico o thriller privo di qualsiasi elemento soprannaturale. Forse era tutto un pretesto per raccontare una vicissitudine di amore e odio, ma in tal caso l'errore è stato vendere il film come qualcosa che non era.
Mi dispiace, perchè Guillermo Del Toro può fare molto di più... Sarà per la prossima.

J.D.

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