venerdì 3 giugno 2016

"The girlfriend experience": la serie tv che racconta la vita di una escort di lusso

"The girlfriend experience" non è forse tra le serie TV più pubblicizzate e seguite, ma devo dire che sono molto contenta di essere incappata in questo show che conta 13 puntate nella prima stagione e che affronta con uno stile tutto suo il mondo delle escort.


La serie TV, scritta e diretta dai registi indipendenti Lodge Kerrigan e Amy Seimetz, è ispirata all'omonimo film del 2009 diretto da Steven Soderbergh e presentato al Sundance Film Festival.
Si discosta però da esso, presentando un nuovo personaggio, una nuova trama e una nuova città, tanto che l'unico elemento di connessione tra la serie e il film, oltre al tema trattato, è il "nome d'arte" della protagonista: Chelsea.





A dare il volto a Chelsea, alter ego di Christine Reade, studentessa del secondo anno alla Chicago-Burnham Law School che lavora come stagista presso lo studio legale Kirkland & Allen, è stata scelta la bella Riley Keough, già vista in "Magic Mike" e "Mad Max: Fury Road" e meglio nota per essere la nipote di Elis Presley.
Christine non esercita fin da subito la professione, ma viene tirata dentro al giro da una sua compagna di università, Avery, che le presenta Jacqueline, la persona che gestisce clienti, prenotazioni e appuntamenti.





Pian piano Christine acquista sicurezza e dimestichezza in questo nuovo lavoro e, oltre alla soddisfazione di un notevole introito economico (si fa pagare 1000 dollari all'ora), sembra provare anche piacere nel tenere in pugno quegli uomini pronti a sborsare simili cifre per poter passare del tempo in sua compagnia.
Sì, perché non è solo sesso quello che lei offre, ma una vera e propria esperienza da fidanzata (da qui il titolo) o amante appassionata. Emblematico ciò che le dice un cliente dopo aver interrotto un pesante monologo sui derivati finanziari: "Scusa. A mia moglie non piace che parli di lavoro, a casa." E lei: "Siamo qui per questo."
Le 13 puntate seguono il percorso di Chelsea con uno stile che si avvicina a quello documentaristico, senza virtuosismi, colpi di scena particolarmente inaspettati o twist improvvisi. Chi è abituato alle più moderne serie tv potrebbe anche trovarle noiose, osservando Christine mentre affronta clienti che vogliono sconti o che le lasciano eredità, clienti gelosi e possessivi o cuccioli ammaestrati che lei manovra a suo piacimento.





Cambia qualcosa al settimo episodio, non a caso quello centrale della serie, ma anche in quel caso il ritmo degli avvenimenti non si modifica, soprattutto una volta che Christine riesce ad adattarsi ai cambiamenti che le vengono posti di fronte.
Quello che conta è il personaggio, quello che prova, il modo in cui si pone davanti agli eventi e con cui cerca di controllarli.
Al termine della serie forse non riusciamo nemmeno a capire bene perché fa quel che fa, se prova piacere o disgusto, se è il denaro la molla che la spinge ad agire o se è qualcos'altro. Christine resta una ragazza imperscrutabile, né buona né cattiva, che a volte ha ragione e altre ha torto marcio... Un po' come tutti noi.





Mi sento di consigliarvi questa serie?
Non so...
Forse solo se ritenete di essere in grado di approcciarvi a un prodotto realizzato per raccontare un personaggio e non una storia. C'è tutta la differenza del mondo e se volete veder accadere "cose" allora "The girlfriend experience" non fa per voi.
Magari guardate le prime due puntate e se a quel punto vi state ancora chiedendo quand'è che inizia a succedere qualcosa di interessante, fidatevi di me e lasciate perdere, perché non accadrà mai.
Se invece vi innamorate di Christine Reade come è successo a me, nel bene e nel male, nei suoi pregi e nei suoi difetti, nelle sue buone azioni e nei suoi errori, allora arrivate in fondo perché ne vale la pena.

J.D.
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