lunedì 8 agosto 2016

La calda estate di Daisy Ridley: premi, contestazioni e film in lavorazione

Daisy Ridley, 24 anni, è la star del momento. Dopo il grande successo di Star Wars - Episodio VII, film dal quale è emersa come la protagonista più amata e come astro nascente, le luci dei riflettori non accennano a spostarsi dalla sua figura.


Proprio qualche giorno fa è stata premiata ai Teen Choice Awards, aggiudicandosi il premio di "Breakout Star" (la star "esplosa inaspettatamente").
Per l'occasione Daisy ha mostrato un nuovo taglio di capelli. L'abito è di Christian Dior e le scarpe di Louboutin e per quel che mi riguarda nel suo look complessivo Daisy è ampiamente promossa.




Nemmeno il tempo di godersi il premio che subito ha dovuto affrontare una tempesta "social", che l'ha portata a chiudere il suo account Instagram, dopo esser stata vittima di numerosi insulti nelle ultime ore.
Daisy Ridley aveva infatti espresso vicinanza nei confronti delle vittime di violenza delle armi, oggetto di un tributo proprio nel corso degli stessi Teen Choice Awards.
Le reazioni di alcuni follower sono state quantomeno sorprendenti: “Ecco un’altra ipocrita ad Hollywood che condanna l’uso delle armi mentre si arricchisce facendo uso nei film” ha scritto un utente. “Scusa, non hai usato un blaster in Star Wars: Episodio VII? Con te ho chiuso, non sei meglio di Matt Damon” ha scritto un altro.
Daisy non ci ha messo molto a decidere di chiudere l'account e mettere così a tacere tutti quanti.



L'attrice si può però consolare con l'attività professionale, che come detto in questo periodo è semplicemente straordinaria.
Terminate infatti le riprese di Star Wars - Episodio VIII, Daisy Ridley sarà la protagonista di un'altra saga: si tratta dell'adattamento cinematografico della trilogia "Chaos Walking", scritta dall'autore Patrick Ness. Daisy vestirà i panni di Viola Eade, la controparte femminile del co-protagonista Todd Hewitt. Viola e Todd sono coloni su un pianeta lontano in cui tutti i maschi parlano con il pensiero. Nel senso che i loro pensieri sono un torrente costante e aperto, un rumore bianco che stordisce e che impedisce loro di avere segreti. Le femmine non hanno questo problema, ma a Prentisstown, città governata da un sindaco psicopatico e da un predicatore violento, di femmine non ce ne sono più. Sono tutte morte. I maschi sono rimasti soli, e Todd è l’ultimo nato. Immaginatevi il suo stupore quando incontra Viola, che ha più o meno la sua età ed è letteralmente caduta dal cielo, precipitata sul pianeta dopo un’avaria della navicella di ricognizione su cui viaggiava. Todd, che non ha mai conosciuto femmine in vita sua, è terrorizzato dal silenzio di questa creatura sconosciuta, ma capisce abbastanza presto la necessità di proteggerla dagli uomini del suo villaggio. Nella loro fuga, però, il ruolo di protettore e protetto diventano molto presto intercambiabili.



Il tema portante della trilogia è la prepotenza della colonizzazione, il razzismo, la violenza contro l’ambiente, i danni della guerra. C’è la politica, il terrorismo, la difficoltà di stabilire con certezza chi siano i buoni e chi i cattivi. Ma il motore della storia è proprio l’alterità femminile, la diffidenza dei maschi nei confronti delle femmine, il sospetto verso creature che si ritengono “diverse” e non meritevoli di fiducia in quanto poco trasparenti. Ness, non so con quanta consapevolezza, dipinge un quadro della divisione fra i generi che disturba il lettore, in cui i maschi si sentono esposti e nudi davanti all’enigma delle donne, e solo verso la fine apre una speranza di riconciliazione e di linguaggio comune.

 In bocca al lupo a Daisy, dunque!

J.D.

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